Le fiabe del buonumore: fiabe dal mondo per mantenere il sorriso e curare le rughe del viso

    

La teiera impertinente                                         

Narrata da Michl Zirk  - liberamente tradotto

Un giorno una vecchina voleva preparare del tè per un ospite di riguardo che era venuto a trovarla. Così mise sul fornello una vecchia teiera di sua nonna, che fino ad allora era sempre rimasta chiusa nella vetrina di una credenza.

Ma ad un certo punto la teiera si mise a saltellare sul fuoco.   Saltellava in qua e in lá, come un uccellino. La donna, che non riusciva a capire cosa stesse succedendo, la guardò di sottecchi…  Allora la teiera si mise a farle gli sberleffi.

La donna indignata, stava per afferrarla (con una presina di stoffa, per non scottarsi)  per metterla sotto l’acqua fredda, quando la teiera improvvisamente saltò per terra e si mise a ballare lo Schublattler… Ve la immaginate voi una teiera che balla lo Schublatter?!

La donna non voleva cedere ai suoi occhi!!! Riuscì poi ad afferrarla e a rimetterla sul fuoco, ma la teiera per ripicca balzó nuovamente sul pavimento e si rimise a ballare. Musica…

Insomma non ne voleva proprio saperne di far bollire il tè.

Ormai l’ospite si era stufato di aspettare e se n’era andato.

La stessa cosa si ripeté per altre due-tre volte nei giorni successivi.

Stufa degli scherzi della teiera impertinente,  la donna la portó al mercato per venderla.

La comprò un certo signor Barimbu, il direttore di un circo, un signore piccolo e grassottello, con un paio di enormi baffi neri arricciati all’insù.

Appena la vide e sentì la storia dalle labbra della vecchia, subito se la mise nella sua valigetta, pensando di farci degli spettacoli per il suo circo e mentre se ne tornava a casa sognava giá affari d’oro.

Immediatamente fece affiggere su tutti i muri della cittá dei cartelloni pubblicitari, con sopra scritto “Venite tutti a vedere la ‘Teiera magica’! Non perdetevi questo unico e grandioso spettacolo!”

Al momento dello spettacolo però la teiera non voleva saperne di esibirsi in pubblico e di essere comandata da un signore piccolo e grassottello con un paio di grossi baffi neri arricciati all’insù!

- Sú, bellina, su, salta, dai! Salta ti ho detto! Per Bacco, fai vedere al pubblico quello che sai fare! Ho detto salta, fai vedere quello che sai fare, bellina! E gridava e si scaldava sempre di più, si gonfiava come un pallone, diventando rosso per la rabbia, ma  la teiera rimaneva immobile, mentre il pubblicò cominciava a fischiare e a reclamare che voleva rimborsato il biglietto.

Ad un certo punto, preso da un attacco d’ ira, l’uomo le diede una pedata e la mandò a ruzzoloni fuori dalla tenda. Fu una vera fortuna per lei non essere andata in frantumi! È anche vero che una teiera magica, difficilmente si spezza!

 In ogni modo quella notte, mentre il suo padrone, dormiva, la teiera si rianimò e sapete cosa fece?

Decise di tornare dalla sua vecchia proprietaria.

Bussó alla porta di casa e quando la donna aprì la porta e se la vide davanti, urló:  - Oh, no, che disgrazia, ancora qui!!!

Ma poi, commossa dalla fedeltà della teiera, che viveva in quella casa da più di 100 anni, decise di tenersela.

Da allora la piccola teiera non fece più sberleffi alla sua padrona e si comportó sempre bene.

Non ballava più sul pavimento lo Schublatter (solo qualche volta di nascosto, quando la donna dormiva ed era sicura di non essere vista).

E qualche volta, quando la sua padrona la metteva sul fornello per far bollire il tè, allora sì, si lasciava andare a qualche borbottio… Brubbl.., brubbl…, brubble… ma leggero, così come si conviene a tutte le teiere di questo mondo.