Miti sul cielo, gli astri e le costellazioni da tutto il mondo

Perchè Sole e Luna vivono in cielo

Africa – Marocco

 

Molti anni fa il Sole e l'Acqua erano grandi amici e tutt'e due vivevano insieme felici sulla terra. Il Sole andava a trovare l'Acqua molto spesso, ma l'Acqua non gli ricambiava mai le visite. Un giorno  il Sole - un po' contrariato - domando' all'acqua come mai non andava mai a trovarlo in casa sua. L'acqua rispose che la casa del Sole non era abbastanza grande, e se lei ci andava con i suoi familiari, avrebbe cacciato fuori il sole.

Poi l'Acqua disse: - Se vuoi che venga a trovarti, devi costruirti una casa molto grande: ma bada che deve essere un posto immenso, perché la mia famiglia è numerosa e occupa un sacco di posto!

Il Sole promise di costruirsi una fattoria molto grande e subito torno' a casa dalla moglie, la Luna, che lo accolse con un grande sorriso. Il sole disse alla Luna cio' che aveva promesso all'Acqua, e il giorno dopo i due cominciarno a costruire una fattoria immensa nella quale ospitare la loro amica.

Quando essa fu pronta, il Sole tornò dall'Acqua e le chiese di venire a fargli visita.

Quando l'Acqua arrivo', chiamo fuori il Sole e gli domandò se poteva entrare senza pericolo, e il Sole gli rispose: - Entra, entra pure, amica mia!

Allora l'Acqua comincio' ad affluire, accompagnata dai pesci e da tutti gli animali acquatici. Poco dopo arrivò al ginocchio di Sole e Luna, e allora domando' loro se poteva ancora entrare senza pericolo. E daccapo il Sole disse: - Sì, sì, entra pure!

Così l'Acqua seguito' a riversarsi dentro.

Quando l'Acqua fu a livello della testa di un uomo, disse nuovamente al Sole: - Vuoi che la mia gente continui ad entrare?

Il Sole e la Luna risposero di sì tutt'e due, perché non sapevano che altro fare. Così l'Acqua seguito' ad affluire, finché il Sole e la Luna dovettero accovacciarsi in cima al tetto.

Daccapo l'Acqua si rivolse al Sole, ma siccome ricevette la stessa risposta, e la sua gente seguitava a riversarsi dentro, l'Acqua in breve sommerse il tetto. A questo punto Sole e Luna furono costretti a salire in cielo, dove sono rimasti fino ad oggi.

 

La Costellazione dell’ORSA MAGGIORE  

Il Grande Carro

Mitologia greca

 

Callisto era una fanciulla bellissima[1], una ninfa dei boschi, che insieme alle sue compagne viveva al  seguito di Artemide, la dea della caccia.  Lei e le sue amiche avevano deciso di vivere sempre nei boschi, senza mai unirsi alla compagnia degli uomini.

Ma un giorno Zeus la vide mentre se ne stava seduta sulle rive di un fiume e se ne innamoró  perdutamente. Come ben saprete Zeus ogni tanto si innamorava di qualche fanciulla della terra, facendo ingelosire terribilmente sua moglie Era.

Per poter avvicinarsi alla fanciulla, Giove si trasformò dapprima nella dea Artemide e poi si fece riconoscere dalla ragazza.

Dal loro amore nacque un bimbo, di nome Arcade.

Qualche tempo dopo Era, moglie di Zeus, venne a sapere che Callisto aveva avuto un bambino da Zeus, e piena di gelosia per vendicarsi trasformò la bella ninfa in un orsa. La povera Callisto da quel momento fu costretta a vagare tutta sola per i boschi.

Il tempo passò e intanto Arcade era diventato un abile cacciatore. Un giorno, mentre andava a caccia, egli vide una grande orsa. Naturalmente non immaginò che quell'orsa fosse la sua bella mamma, e tirò fuori l’arco per ucciderla. Ma proprio mentre stava per scoccare la  freccia, Giove si impietosí e per impedire questa tragedia,  tramutò madre e figlio in stelle. Callisto divenne la costellazione dell’Orsa Maggiore e Arcade fu trasformato in Arturo, una stella che fa parte della costellazione di Bootes e si trova proprio dietro la Grande Orsa. Il suo nome significa l’ “inseguitore dell’Orsa”. Egli cerca sempre di raggiungere la madre, senza mai riuscirci.

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L’Orsa Maggiore è chiamata anche Grande Carro. Anche i Cinesi, 2000 anni prima di Cristo, vedevano in queste stelle un carro: il carro trionfale dei loro imperatori che trasportava le loro anime in cielo dopo la morte.

 

Una manciata di quarzo

Com'é nata la Via Lattea.

Indiani del Nord America

                                   

Nei miti delle origini, in quelli più antichi, anche gli animali partecipavano alla creazione del mondo o comunque aiutavano i grandi dei nella loro impresa, riuscendo a volte a creare dei veri e propri capolavori. E` il caso di Coyote, un animale che nella cultura degli indiani del Nord America, occupa un posto molto importante...

 

Alle origini del mondo, quando il tmepo ancora non esisteva, perché non esistevano né il giorno, ne la notte, solo quattro piccole luci illuminavano la terra: una luce bianca ad est, una luce blù a sud, una luce gialla ad ovest, una luce nera – l’oscuritá – che veniva dal nord.  

Gli uomini sulla terra si lamentavano sempre, perché non avevano abbastanza luce per compiere i loro lavori, e si muovevano a tentoni, inciampando qua e là, vivendo nella paura di essere assaliti dalle bestie feroci, quando meno se l’aspettavano.

Prima Donna, la grande dea, udì i loro lamenti, ne ebbe pietá e pensò di escogitare un piano per portare la luce agli uomini. Prese un enorme pezzo di quarzo, lo posò sulla sua coperta e lo tagliò in due parti uguali, formando cosí due grandi cerchi.

Poi chiamò le sue aiutanti ed i suoi aiutanti ed insieme essi adornarono il 1. cerchio.

Lo riempirono con pietre preziose: oro, turchesi, coralli – e con piume dell’uccello cardinale, di picchio, di allodola, e di penne d’aquila. Esso brillava e scintillava di luce, che era una meraviglia!

L’altro cerchio lo adornarono con conchiglie bianche, col polline dei fiori, con piume di civetta, di gazza, di tacchino e di gru.

Anche questo cerchio scintillava e brillava, ma di una luce più pallida, più bianca.

Erano nati così il Sole e la Luna e Prima Donna ed i suoi aiutanti si fermarono compiaciuti ad ammirarli.

Gli uomini sulla terra erano finalmente contenti . E Prima Donna  gioiva con loro.

Ma…  erano rimasti ancora dei piccoli frammenti di quarzo inutilizzati. Con essi Prima Donna formò la Stella Polare, l’Ora Maggiore e Minore, Cassiopea, e tutte le costellazioni e le stelle che illuminano il cielo di notte.

E Uomo di Fuoco saliva e scendeva dalla sua scala, per appenderle una dopo l’altra in cielo, nel posto indicato da Prima Donna.

Poco distante da loro Coyote stava osservando i loro gesti. Ad un certo punto gridó:

-         Oh, come vorrei aiutarti anch’io, Prima Donna! Posso? 

Prima Donna sorrise accondiscendendo e gli porse alcuni frammenti di quarzo, da appendere in cielo.

Ma Coyote, che era molto impaziente di carattere, si stufó subito di salire e scendere da quella scala, così all’improvviso afferró  la coperta ai due latie in un sol colpo gettò tutti i piccoli quarzi in alto verso il cielo.

E meraviglia! Un enorme arco splendente di luce si innalzó nel cielo,  attraversandolo tutto da orizzonte a orizzonte.

Fu così che da quel gesto casuale nacque la Via Lattea.

Prima Donna ammiró stupita il capolavoro di Coyote.

Ed è proprio grazie a Coyote, l’astuto lupo delle praterie, che noi oggi nelle limpide notti d’estate possiamo perdere il nostro sguardo in quella meravigliosa scia di luce bianca che attraversa il cielo come una cometa.

 

 

 


[1] καλλιστός in greco: ‘bellissima’